La storia del calcio

Una palla, ventidue giocatori che si danno battaglia sul campo, gli spalti degli stadi colmi di tifosi a incitare le proprie squadre del cuore. Ma soprattutto, emozioni allo stato puro. Il calcio è forse lo sport più celebre in tutto il mondo, una delle discipline sportive più seguite in assoluto e che ogni giorno infiamma il cuore di milioni di appassionati.

In fondo chi di noi, da piccolo, non ha sognato di calcare il campo o di imitare le giocate di uno dei nostri beniamini? Forse però non tutti sanno quali sono le origini di questo magico sport, che secondo alcune fonti va ricondotto addirittura al 2600 a.C, quando nell’antica Cina veniva pratico il Tsu-chi, uno sport dove proprio come oggi si giocava con una palla che veniva calciata con i piedi.

In questa guida cerchiamo di ricostruire la storia del gioco del calcio e andiamo alla scoperta di tutte le tappe fondamentali che lo hanno reso uno degli sport più celebri in tutto il mondo.

Quando è nato il calcio

Come abbiamo già detto in apertura, quello che oggi noi conosciamo come Calcio ha in realtà degli antenati molto antichi, proprio come il tsu-chu cinese o il kemari, che veniva invece praticato in Giappone.

In entrambi gli sport comune era l’uso dei piedi: due squadre si sfidavano con una palla di cuoio che veniva realizzata in diversi modi, come ad esempio utilizzando la vescica di animali gonfiata. L’obiettivo era uno soltanto: fare gol, o meglio, infilare la palla in quella che ai tempi era una porta ancora rudimentale.

Ma non solo l’Oriente vanta una tradizione pre-calcistica. I Vichinghi, ad esempio, praticavano il cosiddetto Knattleikr, uno sport di squadra dove però il pallone veniva colpito con un bastone. O come non citare anche altri popoli come Egizi, Assiri, Persiani o anche i più recenti aborigeni australiani, che giocavano con palle costruite con foglie o altri tessuti di fortuna.

Se facciamo un salto nel Medioevo, anche in Europa si possono riscontrare tanti sport con la palla che possono considerarsi discendenti del cosiddetto Harpastum, un antenato del calcio che veniva praticato nel Basso Medioevo.

In particolare, se guardiamo all’Italia e alla nascita del calcio, è possibile rintracciare anche una data precisa: il 17 febbraio del 1530. Quel giorno, a Firenze, venne improvvisata infatti una celebrazione per la festa del Carnevale, dove due squadre disputarono una partita di Calcio in costume (o calcio storico fiorentino).

Insomma, va da sé che sia praticamente impossibile ritrovare una precisa origine di questo gioco, che nel corso della storia mondiale è stato praticato in forme rudimentali e primitive da tantissimi popoli con culture differenti. Un viaggio lunghissimo e ricco di sfumature, ma che ha messo le basi per il calcio moderno.

La nascita del calcio moderno

Più semplice, invece, stabilire una data di origine del gioco del Calcio così come lo conosciamo. Per questo evento dobbiamo spostarci in Inghilterra, quando il 26 ottobre del 1863 venne ufficialmente creata la Football Association. Undici diversi dirigenti di club inglesi redissero un atto ufficiale, celebrando così la nascita del calcio moderno.

Le regole cambiarono e trovarono una loro forma, discostandosi finalmente dai tanti sport con la palla che sebbene fossero simili al calcio, si giocavano con le mani. E fin dai primi tempi, questo sport riscosse un grande successo, poiché appassionante per chi voleva assistere a una partita e semplice per chi invece voleva approcciare il gioco.

Altra data fondamentale di questa storia è senz’altro il 1897, quando a Londra venne istituita la prima associazione di giocatori di calcio britannici, la PFA (Professional Footballer’s Association).

È proprio in questo periodo che nacquero alcune delle regole fondamentali e che ancora oggi costituiscono le basi del calcio moderno. Oltre all’utilizzo dei piedi, ad eccezione ovviamente del portiere, fu anche stabilito e regolamentato il fuorigioco, una delle regole più affascinanti e che oggi si trova a dover convivere con una delle ultime novità, la VAR.

Nel corso degli anni, inoltre, altre norme vennero regolamentate, dalla dimensione delle porte a quelle della palla, così come arbitri, tempi di gioco, numero di giocatori per squadra e così via.

Sempre in Inghilterra, qualche anno prima, nasceva intanto la prima squadra di calcio della storia lo Sheffield Football Club. Era il 1875 e per il primo match ufficiale della storia bisognerà aspettare ancora qualche anno, quando nel 1860 la squadra affrontò l’Hallam.

Pochi anni dopo, nel 1904, fu istituita la FIFA (Federation Internationale de Football Association, la federazione internazionale che ad oggi si occupa di regolamentare il calcio, il calcio a 5 e il beach soccer.

Con sede a Zurigo, la federazione nacque il 21 maggio a Parigi per occuparsi di gestire e organizzare tutte le competizioni internazionali, dalla Coppa del Mondo ad altri tornei. Il primo presidente fu Robert Guérin.

Nel 1954, invece, vide la luce la UEFA, ovvero l’unione delle federazioni calcistiche europee, che altro non è che l’organo che si occupa di regolamentare il calcio all’interno dei confini europei. Se guardiamo all’Italia, invece, la FIGC (o Federcalcio) nacque nel 1898.

Dall’informazione al fantacalcio: tutte le sfumature del calcio

Insomma, dal 2000 a.C ad oggi ne ha fatta di strada il Calcio, che ad oggi risulta essere uno degli sport più seguiti in tutto il mondo. E ben presto da semplice sport si è trasformato in qualcosa di più grande, un vero e proprio ecosistema, che comprende squadre, progetti dirigenziali, reti televisive, giornali, nonché appassionati di Fantacalcio, scommesse sportive e chi più ne ha più ne metta.

Dalla Gazzetta dello Sport a Sky Sport, sono oramai tantissimi i portali dove potersi informare e trovare le ultime novità sulla propria squadra del cuore o sugli ultimi rumor di mercato che movimentano l’estate e il mercato di riparazione invernale.

Quello del calcio di oggi è un mondo in continua evoluzione, che vede cambiare le proprie regole, gli schemi, le innovazioni tecnologiche, ma che manterrà per sempre intatto il suo DNA di sport appassionante e coinvolgente che lo hanno reso una delle discipline più seguite di sempre.

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